Da Carcere Segregativo a Luogo di Rieducazione, il Silenzio degli Ultimi: tra Utopia e Realtà

  • Ario Federici Pensa MultiMedia Editore
  • Luca Federici

Abstract

Le carceri, nell’ideale costituzionale sono l’ultima risposta che uno Stato di
diritto può dare nei confronti di una violazione. Un punto non di fine bensì
inizio cui poter e dover ripartire. La concezione carceraria è profondamente
mutata negli ultimi settant’anni abbracciando una logica di risocializzazione.
Spesso, però, soltanto a parole: poi non suffragata da appositi stanziamenti
finanziari, attenzione della pubblica opinione e spesso ad emergenze
di cicli emergenziali. Sembra di essere sempre al punto di partenza
ma molto è stato fatto: anche evoluzioni performative apparentemente inconciliabili
come l’attività fisica, prendersi cura del proprio corpo, il movimento
e lo sport trovano un plus-valore sociale, rieducativo, possibilità inclusive
per la tutela della salute e del benessere per riconsegnare alla società
una persona responsabilizzata e cosciente, capace a sua volta di restituire
positività.

Pubblicato
2019-09-30
Sezione
Articoli