La comunicazione non verbale in età scolare: aspetti didattico-inclusivi
Abstract
Negli ultimi decenni, le tematiche riguardanti il corpo e le sue potenzialità motorie nel favorire i processi cognitivi di livello superiore, sono diventate oggetto stimolante di indagine scientifica. L’interesse crescente che si è registrato nell’interazione significativa tra corpo, azione e cognizione ha coinvolto anche gli studi sul linguaggio.
Sono apparse innovative, infatti, le teorie di Watzlawich, figura emblematica della scuola di Palo Alto, il cui approccio scientifico consente di recuperare in misura maggiore il ruolo del corpo nei processi comunicativi.
Altrettanto interessanti sono gli studi in campo neurofisiologico e neuropsicologico, che identificano nel corpo le dinamiche interattive che regolano la relazione con l’altro, riconoscendo nelle funzioni cerebrali e nelle specifiche strutture anatomiche, il fondamento della comunicazione.
Di estremo interesse appaiono altresì i contributi delle scienze umane che individuano nello scambio comunicativo, un processo di costruzione semantica che si realizza nelle relazioni intersoggettive dove è palese la capacità del corpo di comunicare messaggi attraverso diverse forme espressive e di creare attraverso l’azione i presupposti della relazione.
Il corpo, pertanto, nel compiere un’attività così complessa assume sia una funzione cognitiva che sociale ed insieme al movimento e all’azione fornisce una risposta efficace all’esigenza comunicativa del soggetto (con o senza disabilità), esplicabile attraverso il linguaggio non verbale.
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