Il binomio fantastico della Buona-Scuola e la scuola dentro

Autori

  • Francesca De Vitis

Abstract

Nel Rapporto 2014 di presentazione della “Buona Scuola” si legge: “all’Italia
serve una buona scuola che sviluppi nei ragazzi la loro creatività e li incoraggi
a fare cose con le proprie mani nell’era digitale. Ci serve una buona
scuola perché l’istruzione è l’unica soluzione strutturale alla disoccupazione,
l’unica risposta alla nuova domanda di competenze espresse dai
mutamenti economici e sociali.[…] Dare al Paese una Buona Scuola significa
dotarlo di un meccanismo permanente di innovazione, sviluppo, e qualità
della democrazia. Un meccanismo che si alimenta con l’energia di nuove
generazioni di cittadini, istruiti e pronti a rifare l’Italia, cambiare l’Europa, affrontare
il mondo.[…]”. La riflessione teorica di questo contributo parte dalla
coppia di parole Buona Scuola. Binomio fantastico per un ripensamento
teorico dell’ambiente scolastico propriamente detto, ma anche di ambienti
scolastici decontestualizzati. Il discorso ruota intorno alle seguenti parole
chiave: creatività, istruzione, innovazione educativa e processo. Comunemente
parliamo di processo creativo, processo d’istruzione, processo educativo.
In questo contributo si cerca di rintracciare la trans-processualità di
creatività, istruzione ed educazione quale innovazione pedagogica per una
buona scuola.

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Pubblicato

2017-04-23

Come citare

De Vitis, F. (2017). Il binomio fantastico della Buona-Scuola e la scuola dentro. Formazione & Insegnamento, 14(2 Suppl.), 145–150. Recuperato da https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/article/view/1989

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