Vygotskij e la Neurodiversità. Riformulare i problemi per i bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES)

Autori

  • Rita Minello

Abstract

L’adozione del concetto di neurodiversità va letto come una dichiarazione
positiva di differenziazione che comprende una gamma di differenze di apprendimento specifiche. Nel raccogliere le sfide della neurodiversità, Vygotskij non ha fatto il suo tempo, anzi, riformulare i problemi per i bambini
con Bisogni Educativi Speciali (BES) in base al concetto di neurodiversità ci riconduce ad alcuni punti fermi delle teorie vygotskiane, in particolare: percorsi di sviluppo, pratiche istituzionali, ricontestualizzazione del rapporto pratica-istituzione. La neurodiversità impone una riflessione focale sui modelli di comunicazione tra istituzioni, l’adozione di pratiche che diventino via via più collaborative, l’elaborazione di strumenti e modelli che consentano ai ricercatori di confrontare i vari modelli di comunicazione tra le istituzioni con  le implicazioni sullo sviluppo individuale dello studente neurodiverso.

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Pubblicato

2013-09-30

Come citare

Minello, R. (2013). Vygotskij e la Neurodiversità. Riformulare i problemi per i bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES). Formazione & Insegnamento, 11(3), 13–32. Recuperato da https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/siref/article/view/419

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