L’attività motoria nella scuola dell’infanzia

Autori

  • Antonio Ascione

DOI:

https://doi.org/10.7346/-feis-XX-01-22_05

Abstract

Un’accurata analisi della società moderna e conseguentemente di tutto ciò che necessita per riuscire nella difficile formazione del bambino, il futuro adulto del domani, non può non tenere in considerazione la scuola, e quindi le proprietà intrinseche dell’attività motoria e delle scienze motorie come disciplina portante per l’acquisizione di corretti stili di vita e di una sana educazione sportiva. La scuola deve rispondere a tre aspetti fondamentali della vita scolastica, e conseguentemente, sociale: sapere, saper fare, saper essere. Tre punti che si rivedono pienamente in concetti come le conoscenze, le capacità e gli atteggiamenti. Pertanto, dal punto di vista sociale, pedagogico e psicologico è necessario che nei contesti di vita culturale e sociale, comprendenti anche la scuola, si creino degli ambienti di apprendimento ben strutturati. L’idea di docente come fonte di sapere assoluto, non deve più essere accettata, ma al centro del processo di apprendimento deve essere messo l’allievo con i
suoi bisogni, pertanto anche gli oggetti fisici che compongono l’ambiente in cui avviene il momento di apprendimento, devono mutare. L’idea di cattedra come mezzo del docente per manifestare la propria autorità, ed i banchi degli alunni intesi come simbolo della non conoscenza, deve essere abbandonata in favore di una tipologia di attività didattica che sia cooperativa,
motivante, socializzante e che tenga in considerazione gli aspetti emotivi dei discenti, valori che sono propri dell’attività motoria.

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Pubblicato

2022-01-31

Fascicolo

Sezione

Articoli