L’Inter-Azione “Insegnamento-Apprendimento” Tra autoreferenzialità, neurofenomenologia, esperienza cosciente e conoscenza

Autori

  • Nicolina Pastena

Abstract

Con l’avvento della scienza della complessità, si è originato un nuovo modo di ragionare, che pone le dimensioni della logica e del tempo al centro di interessi filosofici e speculativi e, nello specifico, ha condotto a una diversa interpretazione del concetto di tempo. Ilya Prigogine, nel suo interessante lavoro Dall’essere al divenire (1986), affronta questo tema, identificando una forma di temporalità che definisce “tempo creativo”. Prigogine, nell’esporre
la sua teoria, volle dimostrare che la vita non consiste semplicemente nell’esecuzione di un programma predeterminato, ma è piuttosto definita entro un ciclo ricorsivo – inteso come creazione del nuovo, come un’invenzione. Dinanzi a noi si pone un tempo creatore che richiede una logica propria: la logica della non linearità, meglio definita come logica della complessità. In questa prospettiva, la razionalità scientifica contemporanea figura come un ragionamento nel quale i principi universalizzanti non
esistono, né esiste una globalità di concetti-base, e nemmeno un’universalità di metodi applicabili a tutti i campi della conoscenza. Il pilastro di questa concezione si trova nel passaggio dalla capacità intellettiva alle strategie cognitive. In breve, mentre le capacità intellettive sono apprese in situazioni di oggettivazione dei processi di insegnamento-apprendimento e sono tradotte in applicazioni oggettivamente verificabili, la possibilità di apprendere
strategie cognitive è pensata come una logica non lineare. Queste sono insegnate tramite la didattica non lineare (ideata per favorire l’autoreferenzialità) in un campo di soggettivizzazione dei processi educativi

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Pubblicato

2014-12-12

Fascicolo

Sezione

Articoli