Attività motorio-sportive nella scuola primaria. Il progetto Lombardia in gioco

  • Francesco Casolo Pensa MultiMedia Editore
  • Salvatore Pignato

Abstract

La scuola primaria rappresenta un contesto privilegiato ove proporre progetti
di promozione della salute per almeno quattro ragioni. Il concetto di
salute attiva poggia sull’assunto di poter indurre, fin dall’età evolutiva, uno
stile di vita basato su ricorrenti abitudini motorie; in secondo luogo l’età tra
i 6 e gli 11 anni è considerata ideale per apprendere agevolmente gli schemi
motori base; la terza ragione poggia sulle prospettive di uno sviluppo intellettivo-
cognitivo favorito e facilitato da esperienze motorie e da scelte di
neuro-didattica; in ultimo la nascita e lo sviluppo delle competenze di cittadinanza
trova nei giochi di movimento le situazioni educative ideali per far
capire l’importanza delle regole nonché del rispetto dell’altro e dell’inclusione
sociale intesi come valori portanti della nostra società. Nei tre anni
scolastici dal 2015 al 2018 la Regione Lombardia ha incaricato il CONI Regionale
di coordinare e gestire un progetto per l’implementazione dell’educazione
fisica nella scuola primaria al fine di favorire, in relazione all’età, lo
sviluppo nei bambini di quattro aree fondamentali: morfologico-funzionale,
affettiva, cognitiva e sociale. Questo progetto dal nome “Lombardia in
gioco: a scuola di sport”, attivo anche nel corrente anno scolastico, ha visto
l’Università Cattolica nel ruolo di capofila e di coordinamento di 5 Università
Lombarde (Università Cattolica, Università Statale di Milano, Università
Statale di Brescia, Università statale di Pavia, Università dell’Insubria). Questo
scritto vuole evidenziarne gli esiti che documentano l’efficacia di un intervento
di sistema basato sull’educazione motoria e sportiva nella scuola.

Pubblicato
2019-09-30
Sezione
Articoli