La pedagogia, scienza di confine, tra innovazione, sostenibilità e orientamento efficace

Autori

  • Emiliana Mannese Pensamultimedia

DOI:

https://doi.org/10.7346/-fei-XIX-01-21_02

Abstract

Il presente lavoro intende analizzare attraverso il paradigma della pedagogia, scienza di confine (Mannese 2018, 2019), il rapporto tra innovazione, sostenibilità e orientamento efficace. Il contesto pandemico mondiale ha imposto, infatti, la necessità di ri-leggere e re-interpretare tutti gli spazi di vita che abita l’umano, primo fra tutti la relazione. Essa, infatti, da spazio di vita, di confronto, da luogo di crescita e di sviluppo umano si è trasformata in uno spazio di paura e di contagio con il quale quotidianamente ciascuno è chiamato a fare i conti. Le riflessioni proposte, allora, si snodano in un duplice percorso: da un lato una riflessione intorno al tema della sostenibilità come proposta pedagogica, attraverso la lettura dei tre debiti – economico-sociale, ambientale e cognitivo – di Vines, Carra, Cingolani e del modello di Kate Raworth, dall’altro la proposta di nuovi modelli formativi di orientamento efficace con la presentazione del progetto T.A.L.E.N.T.I. (Tecnologie, Apprendimenti e Lavoro: Education, Net & Team-working per lo sviluppo dell’Identità) sviluppato e realizzato dall’Osservatorio sui Processi Formativi e l’Analisi Territoriale dell’Università degli Studi di Salerno.

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Pubblicato

2021-04-29

Fascicolo

Sezione

Articoli