Relazioni in gioco. Come favorire benessere e apprendimenti scolastici attraverso esperienze di competizione inclusiva

  • Alessandro Bortolotti Pensa MultiMedia Editore

Abstract

Il presente articolo analizza come il gioco motorio tradizionale contribuisce
alla costruzione dell'identità sociale di una classe, con studenti tra i 14 e i 16
anni, presso una scuola secondaria di primo grado vicino a Verona (Italia).
Grazie al progetto Erasmus+ BRIDGE, durante i primi due anni di frequenza
scolastica, una classe svolge regolarmente alcune pratiche particolari: non
sport "classici" ma attività con differenti regole e strutture. Dopo ogni lezione
di Educazione Fisica del progetto, prima gli insegnanti conducono un
debriefing, poi ogni studente-giocatore riporta le proprie percezioni, compilando
un modulo individuale. Questo semplice strumento ha lo scopo di
raccogliere contenuti relativi al valore educativo dei giochi in modo attivo
ed esperienziale, volutamente agli antipodi rispetto ad un approccio accademico.
L'ipotesi del disegno progettuale, basato sulla cornice della Prasseologia
Motoria, può essere riassunta come segue: una pratica ludica tradizionale
consente agli alunni di sperimentare relazioni originali, favorendo
così il loro sviluppo personale e sociale. I risultati mostrano che questi
processi sono piuttosto produttivi: insegnanti e studenti riferiscono circa
un cambiamento positivo sia nel clima relazionale di classe che nelle rela-
zioni interpersonali, nonché un influsso positivo su motivazioni, apprendimento
e perfino risultati scolastici.

Pubblicato
2019-09-30
Sezione
Articoli