Verso un’idea di formazione naturale Dal funzionamento cerebrale ad una formazione che funziona: il ruolo del linguaggio percettivo-motorio

Autori

  • Daniela Mario

Abstract

L’ipotesi che propongo, in linea con gli European Benchmarks 2020, è un contributo al dibattito sui nuovi modelli di formazione basato sugli ultimi due decenni di ricerca in Neuroscienze Cognitive. L’idea è che le Scienze della formazione debbano fondare la loro epistemologia e metodologia sul modello del funzionamento cerebrale, dovendo quindi misurarsi con il modo in cui il cervello umano si è formato, sia da un punto di vista filogenetico che ontogenetico. In particolare, se gli scienziati ora convengono che l’interazione linguistica ha consentito lo sviluppo di capacità cognitive umane fondamentali e universali, è richiesto che le Scienze dell’Educazione e della Formazione siano consapevoli
di come questo processo si sia sviluppato al fine di utilizzare il linguaggio non come un semplice mezzo di trasmissione della conoscenza, ma come uno strumento che, per la sua stessa natura, “forma la mente”. Se i formatori saranno consapevoli sia del ruolo cruciale del linguaggio nella “formazione delle menti”, sia della natura pragmatica e motoria della conoscenza, il loro imperativo consisterà nell’indagare i modi in cui il linguaggio, attraverso il reperimento dell’azione cui si richiama, trasforma l’azione in conoscenza e viceversa (enazione).

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Pubblicato

2014-12-12

Fascicolo

Sezione

Articoli