Per un’epistemologia relazionale della ricerca educativa

  • Michele Cagol Pensa MultiMedia Editore

Abstract

Nella prima parte di questo contributo teorico discuto un conflitto epistemologico:
la distinzione fra una forma di conoscenza che deriva dai metodi di indagine, dalla logica
e dai ragionamenti utilizzati tradizionalmente dalle scienze naturali e una forma
di conoscenza cui si perviene attraverso determinati approcci delle scienze sociali e
umane. Semplificando, si tratta della distinzione fra ricerca quantitativa e qualitativa.
C’è un sentimento diffuso e persistente, nell’ambito delle scienze sociali e umane,
nei confronti del metodo epistemico delle cosiddette “scienze dure”: si ritiene che il
sapere che ne deriva sia statico, infallibile e vincolato all’adozione di un paradigma
positivista. L’obiettivo è mostrare che questa opinione non è giustificata e deriva da
una confusione logica – nello specifico, da una confusione fra ragionamenti monotòni
e non-monotòni. La seconda parte del contributo propone di indagare la differenza
fra ricerca quantitativa e qualitativa non tanto a partire da qualche caratteristica sostanziale
e distintiva, quanto piuttosto dal rapporto che si instaura fra il ricercatore e
il soggetto della ricerca. La relazione “io-tu” alla base del principio dialogico di Buber
può dare un’idea della peculiarità e del valore di alcuni approcci di ricerca in ambito
educativo. Le conclusioni esaminano le critiche di Lévinas alla reciprocità della relazione
“io-tu” e la sua tesi che la responsabilità possa emergere solo all’interno di una
relazione asimmetrica.

Pubblicato
2019-07-18
Sezione
Articoli