L’apprendimento come esperienza. Un metodo di orientamento fenomenologico per comprendere l’apprendimento: la ricerca sulle “scene di senso”

Karl Hans Peterlini

Abstract


Il metodo illustrato nell’articolo è stato sviluppato muovendo da un progetto di ricerca dell’Università di Innsbruck in Austria, ed è poi continuato in altre sedi universitarie (Libera Università di Bolzano, Facoltà delle Scienze dell’Educazione a Bressanone e Università di Klagenfurt in Austria).
L’interesse primario è qui rivolto ai processi di apprendimento che si configurano all’interno dell’esperienza formativa. Paradossalmente, nonostante cioè i numerosi risultati raccolti da un’ampia varietà di discipline, l’apprendimento è ancora considerato un fenomeno inspiegabile. Esso viene in genere analizzato mettendo fuori gioco il momento iniziale e i suoi effetti, e con ciò risultando empiricamente comprensibile solo sulla base dei risultati. La ricerca sulle “scene di senso” (formula con la quale traduciamo il corrispettivo tedesco “Vignettenforschung”) è di orientamento fenomenologico e tenta un’osservazione di fenomeni scolastici con particolare riguardo alle espressioni corporee
e di interazione, concentrandosi più sulle azioni e le interazioni degli scolari/delle scolare, che non sugli interventi e gli sforzi rivolti all’insegnamento. Questo non implica una mancata considerazione del lavoro dei docenti, ma vorrebbe far emergere fenomeni che normalmente sfuggono non solo agli insegnanti, ma anche ad altri strumenti di ricerca (che a loro volta rendono evidenti altri
aspetti di apprendimento). In questo modo, l’approccio presentato non intende sovrapporsi agli altri metodi decretandone l’inferiorità epistemologica, ma cerca piuttosto di dotare lo studio dell’apprendimento di un punto di vista supplementare.


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