La Mindfulness per la formazione professionale: perché coltivare la consapevolezza?

  • Mariarosaria De Simone Pensa MultiMedia Editore

Abstract

Con la globalizzazione delle tecnologie cognitive si corre il rischio, enfatizzando
una visione dell’uomo che privilegia un’attenzione alle condizioni interne
del nostro funzionamento psico-corporeo a scapito della dimensione
socio-relazione, di snaturare la visione in cui hanno avuto origine le pratiche
di consapevolezza, in particolare il buddismo di matrice orientale, dove accanto
alla ‘retta consapevolezza’ c’è anche sempre la ‘retta azione’.
L’appropriazione diffusa e spesso indiscriminata di tecniche mindfulness da
parte di organizzazioni e sviluppatori di programmi formativi ha portato, infatti,
a conflitti e tensioni tra i principi fondamentali delle pratiche di consapevolezza
e le pragmatiche ‘priorità’ di formazione legate alla produttività che
intenzionano i programmi di sviluppo dei dipendenti. Questo con il rischio di
promuovere processi formativi McMindfulness (Purser e Loy, 2013), basati sulla
mercificazione del momento presente, processi formativi che, focalizzandosi
eccessivamente “sul dentro”, potrebbe nutrire sempre meno ‘sguardi’ più radicali
o critici che valutino il modo in cui le condizioni esterne danno forma
alle vite interiori e psichiche delle persone, sguardi pronti all’azione.

Pubblicato
2019-07-18
Sezione
Articoli