Scrivere la differenza. Genere, diagnosi e linguaggio nei documenti scolastici: prospettiva trasformativa nella formazione dei docenti di sostegno
DOI:
https://doi.org/10.7346/sird-012026-p170Parole chiave:
linguaggio educativo, PEI/PDP, diagnosi, genere, formazione docentiAbstract
La crescente centralità della progettazione individualizzata nei contesti scolastici inclusivi impone una riflessione critica sul ruolo che il linguaggio gioca nella costruzione delle differenze. Il presente studio indaga l’intersezione tra diagnosi educativa e genere, esplorando in particolare le forme discorsive implicite che attraversano i documenti scolastici personalizzati (PEI e PDP). La ricerca si articola in due fasi: un’analisi qualitativa di venti documenti scolastici della scuola secondaria di primo grado e una sperimentazione formativa condotta con 124 docenti in formazione per il sostegno, nell’ambito dei Corsi di Specializzazione per il Sostegno Didattico. Il laboratorio, ispirato alla prospettiva storico-culturale vygotskijana e alla pedagogia delle differenze, ha utilizzato tecniche narrative, riflessive e discorsive per attivare un processo trasformativo nelle rappresentazioni dei partecipanti. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario pre-post, un diario di bordo e due focus group conclusivi, analizzati secondo il modello della thematic analysis e l’analisi del discorso educativo. I risultati hanno evidenziato la presenza sistematica di stereotipi di genere nei documenti, con tratti discorsivi differenziati per maschi e femmine, e un cambiamento significativo nelle posture professionali dei corsisti, che hanno riformulato la diagnosi in chiave relazionale, dinamica e non etichettante. Il laboratorio si è rivelato uno spazio generativo per la decostruzione critica del linguaggio educativo, promuovendo la consapevolezza del potere performativo della parola e la possibilità di una progettazione scolastica più equa, plurale e responsabile. Lo studio propone infine un rinnovato modello formativo per i docenti, capace di coniugare sguardo inclusivo, cura pedagogica e competenza discorsiva.
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