Innovazione e umanità nelle scienze clinicocriminologiche e psichiatricoforensi. Dialogo con Tullio Bandini
DOI:
https://doi.org/10.7347/RIC-042025-p217Abstract
Il pensiero di Tullio Bandini, docente universitario di Criminologia, Psichiatria forense e Medicina legale per più di 50 anni e tuttora importante rappresentante di questo settore di studio, è costantemente incentrato sulla necessità di un sostanziale superamento delle attuali modalità di esame e di studio sia dell’autore, sia della vittima di reato, relativamente agli accertamenti di tipo psicosociologico e psicopatologico che vengono eseguiti in ambito forense, tra esigenze giudiziarie ed esigenze cliniche, a volte molto lontane tra di loro e apparentemente inconciliabili.
L’obiettivo è quello di dimostrare come una visione rinnovata delle metodologie di studio delle materie criminologiche e psichiatrico forense, attraverso un sempre nuovo confronto di nozioni, di competenze, di esperienze, possa condurre ad una migliore comprensione non solo dei comportamenti devianti, ma anche delle conseguenze che spesso si verificano nelle vittime di reato.
Nel corso di questa conversazione vengono approfonditi alcuni temi trattati nelle opere dell’autore, ed in particolare alcuni aspetti del suo lavoro, relativi soprattutto alla possibilità di una esplorazione attenta del mondo psichico profondo, non visibile dall’esterno ma determinante sia per la comprensione del senso, del significato, delle azioni di ogni uomo nell’ambiente, sia per la descrizione del percorso di sviluppo e costruzione della identità di ogni singola persona.
Questo nuovo approccio clinico, approfondito, superati gli attuali sistemi meccanico-materialisti e le più semplicistiche concezioni deterministe, permette di giungere a una maggiore comprensione sia del significato di molti delitti, sia delle conseguenze dei delitti stessi.
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