RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric <p>ISSN: 2240-8053</p> <p>La Rassegna Italiana di Criminologia è, sin dal 1970, l’organo ufficiale della Società Italiana di Criminologia <a href="https://www.criminologiaitaliana.it/" target="_blank" rel="noopener">Società Italiana di Criminologia</a>. Fondata dal Professor Giacomo Canepa, rappresenta uno dei più antichi e qualificati fogli di approfondimento scientifico su temi criminologici nel nostro Paese. La rivista pubblica studi e risultati di ricerche di Criminologia Clinica, Psicologia e Psichiatria forense, Sociologia della devianza, Politica criminale. Gli articoli sono selezionati da revisori anonimi. La Rassegna Italiana di Criminologia pubblica di preferenza articoli di ricerca ma accetta volentieri review di letteratura, case report di particolare interesse, note a sentenza, analisi su fenomeni criminali, riflessioni su teorie applicabili agli studi sulla criminalità.</p> it-IT RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 1121-1717 Il percorso di superamento dell’OPG e i suoi effetti nell’applicazione delle misure di sicurezza https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5331 <p>In Italia la legge 180/1978 determinò la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e il passaggio dei servizi pubblici ad un modello di psichiatria di comunità. Tale cambiamento non ha interessato gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che sono stati chiusi molti anni dopo con la legge 81/2014. Gli autori, attraverso l’analisi di 20 anni di sentenze riguardanti persone con vizio parziale o totale di mente, hanno messo a confronto le variazioni della frequenza di applicazioni delle misure di sicurezza psichiatrica con le pronunce giurisprudenziali e gli interventi del legislatore registrati nello stesso periodo. Le misure di sicurezza sono aumentate in maniera non connessa specificatamente a un singolo evento tra quelli presi in considerazione; in particolare quelle di tipo non detentivo sono aumentate costantemente passando dall’8,5% del totale nel 2001 all’88,19% nel 2019. Le conseguenze di questo incremento per l’attività dei Dipartimenti di salute mentale sono discusse, anche alla luce del dibattito in corso sugli esiti della riforma. </p> Marco Zuffranieri Enrico Zanalda Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 258 265 10.7347/RIC-042021-p258 Rabbia, alessitimia, impulsività in pazienti affetti da schizofrenia e autori di reato: uno studio trasversale https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5332 <p>Background: Rabbia, alessitimia, impulsività sono variabili cliniche sottese ad agiti aggressivi/reati, pertanto il loro studio e rilevazione con strumenti testali in campioni di soggetti affetti da malattia mentale può consentire al clinico una conoscenza psicopatologica più approfondita e fornire informazioni utili per la riabilitazione e prevenzione delle recidive. Materiali e Metodi: 53 persone affette da Schizofrenia, internate presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto prima della<br />sua chiusura hanno svolto i questionari STAXI-2, TAS-20, BIS-11. Criterio di esclusione: diagnosi di Disabilità Intellettiva. Sono state svolte correlazioni lineari di Pearson per testare possibili associazioni tra le variabili rabbia, alessitimia, impulsività e tra le singole variabili e le tipologie di reati commessi. Ulteriori approfondimenti per il legame tra stati emotivi e reati sono stati svolti con regressione logistica (reato commesso/non commesso). Risultati: Correlazioni tra variabili: a) 17 soggetti alessitimici (TAS&gt;60), punteggio medio BIS-11: 58. Correlazione di Pearson positiva e statisticamente significativa tra alessimia e impulsività; b) Le sottoscale STAXI-2 RS/S, R/T, RT/T, RT/R, ER/IN si correlano in modo statisticamente significativo all’alessitimia, CR/IN e CR/OUT in modo negativo; c) Impulsività si correla in modo statisticamente significativo alle sottoscale STAXI-2 RT/T, ER/IN. Correlazioni variabili-reati: d) All’aumento di punteggi di TAS-20, vi è una minore probabilità di commettere reati in famiglia; e) All’aumento di punteggi di BIS-11, vi è una minore probabilità di commettere omicidio; f) La sottoscala STAXI-2 RS/S è correlata positivamente con la rapina. Discussione e conclusioni: I risultati ottenuti in merito alle correlazioni tra alessitimia e impulsività, alessitimia e rabbia, impulsività e rabbia sono concordi con la letteratura esistente rispetto agli antecedenti di comportamenti aggressivi e violenti. Soggetti alessitimici tenderebbero a commettere reati al di fuori della famiglia e i soggetti autori di omicidio – nel campione in esame – avrebbero commesso omicidi “a basso livello di impulsività”, per componente di premeditazione. Il reato rapina si correla con la sottoscala “sentire rabbia” (RS/S), ad indicare come la componente rabbiosa si slatentizzi in questo tipo di reati. </p> Jacopo Santambrogio Marta Angelici Mariarosa Magistro Contenta Floriana di Nardo Antonino Todaro Antonino Levita Aldo G. Madia Massimo Clerici Nunziante Rosania Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 266 280 10.7347/RIC-042021-p266 Confronto delle caratteristiche del MMPI-A tra minorenni autori di reato e adolescenti che hanno subito maltrattamenti https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5333 <p>Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory-Adolescent (MMPI-A) è il test di autovalutazione più comunemente applicato per valutare i tratti della personalità, le difficoltà comportamentali e la psicopatologia tra gli adolescenti. Tuttavia, la letteratura sull'uso dell'MMPI-A in diverse popolazioni forensi rimane limitata. L'attuale indagine è stata progettata per identificare le differenze nelle scale MMPI-A tra adolescenti con una storia di maltrattamenti subiti (CM), minori condannati per diversi<br>tipi di reati (JO) o adolescenti che non hanno mai avuto contatti con la Giustizia Minorile e senza storia maltrattamenti infantili. Abbiamo scoperto che gli adolescenti nel gruppo CM avevano punteggi ANX, BIZ, LSE e SOD più alti rispetto agli adolescenti nel gruppo JOs; mentre avevano punteggi BIZ, TRT e MAC più alti rispetto agli adolescenti nel gruppo di controllo. Gli adolescenti nel gruppo JOs avevano punteggi MAC più alti rispetto agli adolescenti nel gruppo di controllo. Trovare differenze nei profili di personalità tra diverse popolazioni forensi potrebbe portare alla creazione di trattamenti più appropriati, nonché a una migliore comprensione delle possibili risposte agli esiti dei trattamenti.&nbsp;</p> Francesco Craig Anna Convertini Rita Galluzzi Maria Grazia Bacco Lucia Margari Antonio Trabacca Francesco Margari Ignazio Grattagliano Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 281 291 10.7347/RIC-042021-p281 Lo spazio intimo della violenza: tipologia e durata delle relazioni violente https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5334 <p>Lo studio si focalizza sulla violenza contro persone offese conosciute dall’autore, con cui ha avuto una relazione familiare, intima o superficiale. Tre sono le tipologie di violenza considerate (sola violenza sessuale [SO], sola intimate partner violence [IPV], violenza combinata sia SO che IPV). I risultati mostrano che più lunga era la relazione, più forte era la litigiosità tra partner. Contrariamente alle attese, la violenza sessuale è stata più spesso agìta contro una donna con cui l'autore aveva da poco iniziato una relazione, laddove nei legami di lunga durata, qualora la violenza sessuale sia emersa, rappresentava l’ultimo atto dell’escalation di umiliazione della partner dopo una lenta e patologicamente abusante relazione (violenza combinata). La differenza nelle tipologie di violenza contro le donne richiama una valutazione differenziale del rischio e delle strategie di intervento.</p> Sara Veggi Chiara Carpignano Georgia Zara Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 292 303 10.7347/RIC-042021-p292 Il doppio legame tra helping professions e relazioni coniugali: riflessioni criminologiche e canonistiche da una casistica peritale https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5335 <p>Il presente contributo tratta di alcune riflessioni a partire da una casistica peritale in tema di nullità matrimoniale, eseguite su coppie formate da almeno un coniuge – ma talora da tutti e due – che svolge una professione di aiuto, specialmente in ambito sanitario (come medico, psicologo, infermiere, operatore socio-assistenziale); elemento questo molto significativo, poiché, in sede peritale, da un lato, richiama il problema delle motivazioni alla scelta di tali helping professions e, dall’alto, dimostra le plausibili implicazioni delle professioni di aiuto sulla formazione e sul funzionamento della stessa coppia nuziale, con tutte le verosimili conseguenze anche in ambito criminologico e canonistico. Infatti, quando l’opzione all’helping profession è dettata da dinamiche individuali ed auto-centrate, più che oggettuali ed etero-dirette, le stesse entrano chiaramente in gioco non solo sul lavoro, dove magari il soggetto ottiene gratificazioni e riconoscimenti che lo riparano da ferite e carenze tanto remote, quanto insolute, ma soprattutto nella sua vita privata.</p> Cristiano Barbieri Ignazio Grattagliano Luigi Janiri Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 304 316 10.7347/RIC-042021-p304 La condivisione non consensuale di materiale intimo come nuova forma di violenza online https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5336 <p>Una delle peggiori forme di violazione della privacy perpetrate al giorno d’oggi è il cosiddetto Non-Consensual Pornography, o pornografia non consensuale, termine utilizzato da una parte della comunità scientifica per indicare la condivisione di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona rappresentata. Due sono le conseguenze principali quando questo reato viene perpetrato: la diffusione virale del materiale condiviso e l’ulteriore danno subito dalla vittima a causa dei reati correlati che possono porsi in essere. L’obiettivo del presente lavoro è di approfondire il fenomeno sotto due punti di vista: le discrepanze normative e tecnologiche non ancora risolte, al fine di comprendere se la distanza che la rete crea influisce sulla percezione sociale che si ha della vittima. I dati raccolti sono stati principalmente forniti dall’associazione PermessoNegato, no-profit a promozione<br />sociale che si occupa del supporto tecnologico alle vittime di pornografia non consensuale, violenza online e attacchi d’odio in rete. La finalità ultima del contributo è quello di cercare di comprendere come sia possibile prevenire la vittimizzazione dei soggetti coinvolti, in un periodo storico in cui c’è una chiara emergenza educativa nell’uso – abuso di Internet. </p> Edel Margherita Beckman Matteo G. P. Flora Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 317 328 10.7347/RIC-042021-p317 Emergenza Covid19: dati di ricerca per riorientare i programmi di prevenzione dei comportamenti a rischio https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5337 <p>Nella cornice della pandemia Covid 19, al fine di ri-orientare i programmi di prevenzione della devianza, si è costruito uno studio longitudinale qualitativo con due obiettivi: 1) Analizzare come si siano modificate le life skills emotive, con particolare attenzione alla “gestione delle emozioni” in relazione alle caratteristiche degli intervistati e alle fasi temporali indagate; 2) Tipizzare e posizionare le risposte degli intervistati in relazione al concetto di “resilienza”, strettamente associato a quello di regolazione emotiva. Lo studio ha coinvolto 55 persone che hanno compilato per tre volte un diario relativo alla settimana appena conclusa, nel periodo compreso tra maggio e settembre 2020. È emerso che le donne e i giovani rilevano maggiori difficoltà sul fronte della gestione emotiva. Sono state inoltre individuate quattro reazioni alla condizione di stress generata dalla pandemia: resilienza trasformativa, resilienza conservativa, reazione esternalizzante e reazione internalizzante. Alla luce di quanto emerso, si raccomanda una più puntuale targetizzazione degli interventi di promozione delle life skills tenendo<br>conto delle nuove vulnerabilità emergenti e delle crescenti disuguaglianze sociali.&nbsp;</p> Oriana Binik Marco Caprioglio Valentina Frigerio Lisa Impagliazzo Annalisa Donadini Giuseppe Catanoso Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 329 343 10.7347/RIC-042021-p329 Dal sovraffollamento all’emergenza Covid-19: la nuova veste dell’esecuzione presso il domicilio della pena detentiva https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/view/5338 <p>L’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ha improvvisamente stravolto la nostra vita, modificando bruscamente la nostra quotidianità. Il distanziamento sociale, la chiusura al mondo esterno, diventano gli unici strumenti per arginare il nemico invisibile. Cosa accade, invece, in un “mondo”, dove la privazione della libertà è già una distanza con cui si convive ogni giorno? Come favorire il giusto distanziamento in un ambiente, come quello carcerario, dove le presenze superano, spesso, la capienza<br>regolamentare? L’obiettivo del seguente lavoro è quello di voler approfondire le criticità della pandemia in ambito detentivo e gli strumenti per fronteggiarle, avendo particolare riguardo, all’esecuzione presso il domicilio della pena detentiva, una misura che si reinventa in questo delicato momento.&nbsp;</p> Roberta Porchetti Copyright (c) 2022 RASSEGNA ITALIANA DI CRIMINOLOGIA 2021-12-31 2021-12-31 4 344 350 10.7347/RIC-042021-p344