Apprendimento digitale e comportamenti violenti

Autori

  • Luigi Leone

Abstract

La scoperta e la conoscenza graduale del mondo da parte dei giovani è stata sostituita da un processo prevalentemente individuale ed autonomo, caratterizzato dall’esperienza immediata e diretta, da un apprendimento digitale costruito per immagini. La crescita per gradi, per iniziazioni e per conquiste, cede alla maturazione individuale per esperienza, che da precettiva è divenuta percettiva. Prevale la visione diretta in absentia dei mediatori pedagogici, di coloro - cioè - che svolgono importanti compiti educativi, sociali, professionali, religiosi. Il processo di identificazione, posto in essere attraverso l’emulazione di ciò che altri hanno già compiuto altrove e reso pubblico grazie alla diffusione sul web, altera l’esatta percezione del reale,indebolendo o inibendo la formazione di una capacità e di una significatività critica personale. L’azione dei sistemi di controllo sociale, attraverso l’approvazione ovvero la riprovazione di un comportamento, è messa in seria crisi dai nuovi reticoli digitali in cui i giovani sono inseriti ed i cui contesti sono spesso caratterizzati da assenza di uno sfondo etico. L’assenza o l’inadeguatezza nella trasmissione delle regole (nella famiglia, nella scuola, etc.), determina difficoltà nei processi di identificazione verso significativi modelli di condotta, favorendo l’ingresso nei modelli virtuali, appresi direttamente dalle immagini, che diventano oggetto di identificazione e di imitazione, sfociando spesso in gesti ed in comportamenti violenti.

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Pubblicato

2014-12-15

Fascicolo

Sezione

Articoli