Il paradosso di insegnare: educare tra misura e dismisura
DOI:
https://doi.org/10.7346/PO-012026-25Parole chiave:
Compito di sviluppo, Desiderio, Competenza, Riassunto, Prassi riflessivaAbstract
In un’epoca segnata dall’imperativo della misurazione e dalla proliferazione di dispositivi valutativi che tendono a ridurre la complessità educativa a un sistema di prestazioni osservabili, questo articolo si propone di interrogare il paradosso contemporaneo dell’insegnare: come educare senza tradire la dismisura costitutiva dell’umano? A partire da una riflessione sul desiderio – inteso non come impulso individuale ma come orizzonte simbolico e forza generativa del conoscere – il testo indaga il rapporto tra educazione e misura, competenza e incarnazione, sviluppo e compito, sintesi e fedeltà al senso. La competenza, lungi dall’essere ridotta a una serie di esiti certificabili, viene qui ricompresa come atto relazionale e processo in divenire, che implica la trasformazione reciproca di soggetto e mondo. Particolare attenzione è dedicata al riassunto, pratica apparentemente marginale, ma ripensata come esercizio formativo profondo.
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