Learning landscapes in Europe: Historical perspectives on organised adult learning 1917-1939

  • Barry Hake Pensa MultiMedia Editore

Abstract

Nel precedente articolo riguardante la “organizzazione sociale delle pratiche di educazione degli adulti” in Europa nel periodo che va dal 1500 al 1914, il punto di partenza è stato una critica della “fallacia istituzionale” nella storiografia della “adult education” in molti paesi. Le narrazioni storiche tendono prevalentemente a concentrarsi su categorie descrittive di quei fenomeni, illustrando le strutture e le pratiche “istituzionali” che costituiscono le “storie privilegiate” e generalmente accettate delle particolari tradizioni nazionali di “educazione degli adulti”. Tali narrazioni sono utili per costruire una linearità storica per lo sviluppo di forme di “educazione degli adulti” di lunga durata, spesso con un forte carattere celebrativo. Tuttavia, queste narrazioni “nazionaliste” istituzionali di innovazioni “riuscite” spesso manipolano la cronaca storica attraverso l’esclusione delle istituzioni “fallite” o delle innovazioni considerate “infruttuose”. La storiografia critica cerca di correggere la cronaca storica attraverso il recupero attivo dei contributi apportati da fenomeni altrimenti “dimenticati”, del tutto “scomodi” o semplicemente “imbarazzanti”. Tali azioni
di recupero storico sono associate significativamente e sistematicamente ai gruppi sociali e ai movimenti culturali alternativi, radicali, sovversivi e rivoluzionari. Il testo base sull’educazione dei lavoratori olandesi all’inizio del ventesimo secolo, per esempio, su 391 pagine dedica una nota a piè di pagina al repertorio delle attività di educazione degli adulti organizzate dall’Unione dei Circoli delle Donne Social Democratiche (Hake et al., 1984). Questo suggerisce che la storiografia delle pratiche organizzate di educazione degli adulti deve necessariamente fare ricorso alla rivisitazione dei “luoghi di battaglia dimenticati”, in questo caso un’organizzazione autonoma di donne, che non si conciliano felicemente con le storie della “educazione dei lavoratori” ampiamente accettate. Ciò indica, inoltre, che l’organizzazione sociale delle attività di educazione degli adulti può essere significativamente compresa nei termini della ricontestualizzazione della loro complessa articolazione storica con le più ampie forze economiche, sociali, politiche e culturali della società.

Pubblicato
2019-12-23