Gli spazi pubblici come luoghi educativi: autonomia, mobilità indipendente e stili di vita attivi nei bambini

  • Antonio Borgogni Pensa MultiMedia Editore

Abstract

Come emerge da recenti ricerche, la progressiva privatizzazione dello spazio pubblico urbano è avvenuta, in particolare nel nostro Paese a scapito della mobilità indipendente e autonomia dei bambini. In un’ottica pedagogica integrale, le politiche educative scolastiche ed extrascolastiche dovrebbero farsi carico di una progettazione territoriale che si espanda oltre la scuola per
occupare gli spazi pubblici come luoghi, democratici, di precisa intenzionalità educativa. La frequenza o, meglio, la progettazione partecipata degli spazi, favorendone la trasformazione in luoghi, ne connota la polisemia ampliandone la classificazione e le possibilità di vicarianza declinandone le funzioni in un’ottica di outdoor education e di pedagogia urbana e ambientale. Il corpo, il gioco, il movimento, assumono, in quest’ottica, un ruolo privilegiato di indicatori anche con riferimento alla proposta di modelli concettuali, basati sulla mobilità indipendente, che includono il complesso delle esperienze motorie del bambino.

Pubblicato
2019-06-30