La violenza e il sacro: riflessioni teoriche e considerazioni cliniche in riferimento ad esperienze di esorcismi

Autori

  • Cristiano Barbieri Dipartimento di Giurisprudenza - Università degli Studi di Pavia
  • Luigi Janiri Dipartimento di Neuroscienze, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

DOI:

https://doi.org/10.7347/RIC-022026-p97

Abstract

Il presente contributo intende proporre alcuni spunti di riflessione sulla genesi della violenza nelle sfere del “profano”, del “sacro” e del “religioso”. Per tale ragione, non solo si richiamano i contenuti di tali dimensioni, ma si analizzano quei meccanismi attraverso i quali si manifesta l’aggressività. Infatti, nella dialettica tra “sacro” e “profano”, la distruttività si origina laddove il Sacer, come ed in quanto organizzatore dei valori sottesi all’esperienza individuale dell’esistenza e ad una visione condivisa del mondo, non riesce a tradursi in una Religio, che, secondo il proprio etimo, sia autenticamente un rimando all’altro ed un appello all’altro, come ed in quanto altro-io, cioè ad un Tu che assurga a fondamento e a limite dell’Io stesso. A conferma di ciò si riportano alcune esperienze culturali vissute in un setting clinico-sperimentale e verificate attraverso l’osservazione e la metodologia psicodiagnostica. Trattasi di uno studio di un campione di soggetti riconosciuti come posseduti secondo l’autorità religiosa del luogo, al fine di evidenziarne segni e sintomi di interesse psicopatologico, tra i quali anche le condotte violente, la presenza di quadri diagnostici specifici, nonché il livello di funzionamento psico-sociale. In questa prospettiva sono altresì descritti la pratica dell’esorcismo, i fenomeni psichici osservabili durante l’esecuzione e le eventuali manifestazioni psicopatologiche prima e dopo l’evento.

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Pubblicato

2026-06-30

Fascicolo

Sezione

Articoli