“La Giuria” di Gary Fleder: un’analisi sulla manipolazione psichica di gruppo
DOI:
https://doi.org/10.7347/RIC-022026-p108Abstract
Questo contributo utilizza l’adattamento cinematografico de La Giuria (2003) di Gary Fleder, tratto dal romanzo “The Runaway Jury” di John Grisham (1996), per esemplificare come alcune narrazioni artistiche possano aiutare a comprendere l’origine e la dinamica di crimini reali, secondo la prospettiva della Narratologia Criminologica. La scelta del film, anziché del libro, è motivata dalla sua efficacia nello spiegare i meccanismi di influenzamento e di induzione che possono essere presenti in un peculiare tipo di gruppo sociale: quello di una giuria di un tribunale statunitense, elemento centrale nei processi di Common Law. In questa prospettiva, il contenuto e la trama del racconto evidenziano come e perché un membro di tale consesso possa essere in grado di manipolare gli altri giurati al punto da sovvertire il verdetto finale. Come ed in quanto tale, perciò, questo film non solo consente un’analisi del sistema giudiziario americano, con particolare riferimento alle problematiche inerenti la formazione ed il funzionamento delle giurie, ma offre altresì lo spunto per un confronto con il sistema giudiziario italiano, laddove sia prevista la presenza dei c.d. giudici popolari.
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