Il Vizio Parziale di Mente: un’analisi critica dell’istituto giuridico
Partial Mental Defect: a critical analysis of the legal institute
DOI:
https://doi.org/10.7347/RIC-012026-p24Abstract
Il seguente lavoro tratta dell’istituto giuridico del vizio parziale di mente, che risulta contestato e talvolta abusato nel panorama clinico-forense italiano. Il suo utilizzo è un’ancora di supporto per il perito che si approccia a valutare casi limite. Purtuttavia la mancanza di chiari e netti confini rischia di farne un contenitore salva-caso o salva-persona. La funzione di tale istituto nel panorama italiano è quella di porre una graduazione nelle valutazioni forensi sulla capacità di intendere e di volere, volendo evitare rigidi confini del tipo tutto-nulla che, in un contesto come quello psichiatrico, risultano sovente irrealistici. Si vuole tuttavia far emergere una riflessione: quando si utilizza il vizio parziale di mente? Quali sono i suoi confini categorici? A che livello di compromissione del funzionamento individuale subentra il vizio parziale? La sua teorizzazione giuridica è adeguata al contesto clinico attuale? Per tentare di rispondere a queste domande verranno affrontati alcuni argomenti. Si analizzerà il concetto di imputabilità nella normativa italiana, per poi esaminare la capacità di intendere e di volere e le relative cause di esclusione o attenuazione. Particolare attenzione sarà rivolta al vizio parziale di mente, al suo utilizzo in ambito clinico-forense e al concetto di funzionamento mentale. L’articolo si concluderà con un confronto tra il vizio parziale di mente italiano e le normative europee e anglosassoni corrispondenti.
##submission.downloads##
Pubblicato
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 Carlo Magistri, Lorenzo Polidori

TQuesto lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.