Questioni attuali nel rapporto tra Dipartimento di Salute Mentale e circuito penitenziario: complessità dei problemi e ipotesi di intervento

Autori

  • Luigi Ferrannini
  • Paolo Peloso

Abstract

Gli autori propongono una riflessione sui problemi più attuali legati alla presa in carico dell’assistenza psichiatrica in carcere da parte del Dipartimento di Salute Mentale, soffermandosi in particolare su alcuni punti. In primo luogo, la necessità di costruire strumenti tecnici specifici per l’intervento psichiatrico in carcere, costruiti sul modello della psichiatria di comunità e di quella di consultazione, ma più mirati al recupero di un rapporto con le popolazioni precarizzate, ad un più netto impatto con i fenomeni migratori e la doppia diagnosi, all’incombere dei luoghi e della soggettività degli attori istituzionali su una relazione che stenta a costruirsi come duale. In secondo luogo, la necessità di costruire spazi idonei, per dimensioni e caratteristiche, al proprio funzionamento nelle carceri, di ripensare contestualmente il rapporto con gli OPG in ordine a progetti terapeutici più coerenti ed efficaci per i soggetti prosciolti per infermità, di respingere un mandato superdisciplinare del quale la psichiatria è storicamente stata fatto oggetto da parte del mondo penitenziario nelle situazioni di difficoltà. In terzo luogo, la necessità di dotarsi di strumenti utili a fare la propria parte di fronte a condizioni di sofferenza che si collocano spesso ai limiti della patologia, quali i delitti gravi privi di movente o distonici rispetto alla storia dell’autore, alcuni disturbi di personalità, i reati di carattere sessuale, per il cui trattamento gli strumenti e l’esperienza disponibili nei DSM paiono oggi insufficienti.

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Pubblicato

2014-12-18

Fascicolo

Sezione

Articoli