Spazi proibiti come luoghi di possibilità: una ricerca partecipativa con bambine e bambini nei contesti educativi all’aperto
DOI:
https://doi.org/10.7346/SE-012026-09Parole chiave:
affordances, agency infantile, spazi proibiti, negoziazione, postura adulto.Abstract
Nei contesti educativi, gli spazi all’aperto sono spesso progettati secondo criteri adulti che definiscono ciò che è appropriato e sicuro. In una prospettiva socio-culturale delle affordances, questi confini possono essere letti come margini dinamici entro cui le possibilità d’azione emergono dall’intreccio tra caratteristiche materiali, regole e pratiche. L’articolo presenta i risultati di una ricerca partecipativa con 44 bambine e bambini di 3-6 anni in due scuole dell’infanzia di Milano, realizzata con photovoice. I risultati mostrano come i bambini attraversino questi margini, distinguendo tra pratiche consentite e vietate e attivando strategie per reinterpretare e negoziare i limiti. Esperienze proibite e proposte trasformative emergono come contesti generativi, orientando la progettazione di ambienti outdoor più aperti e sensibili all’agency infantile.
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