Est/etica del corpo: lo sguardo dei pari e il riconoscimento di sé e in adolescenza

Autori

  • Paola Dusi Professor of General and Social Pedagogy | University of Verona

DOI:

https://doi.org/10.7346/PO-012026-07

Parole chiave:

Corpi adolescenti, apparenza est/etica, immagine corporea, immaginario social, riconoscimento tra pari

Abstract

L’adolescenza è un momento trasformativo in cui la corporeità occupa il centro della scena, fase dell’esistenza in cui la rielaborazione della rappresentazione est/etica di sé rende più fragili perché presi in una transizione identitaria e più esposti allo sguardo dei pari. Essere visti, apprezzati, appartenere a un gruppo costituiscono bisogni fondamentali in adolescenza quando i coetanei divengono punto di riferimento, luogo di felice rispecchiamento, di mutuo riconoscimento o della sua dolorosa negazione. I cambiamenti puberali e neurologici intensificano la sensibilità al giudizio altrui, rendendo il corpo il principale mediatore del rapporto tra sé e gli altri. Attraverso il corpo si dice di sé, si chiede riconoscimento e ci si riconosce. Il suo primato comunicativo-relazionale lo trasforma anche nel luogo ove germina l’insoddisfazione per la propria apparenza, ove trovano espressione sofferenza emotiva, psicologica (cutting, eating disorders, ritiro sociale), “luogo” fisico del diniego del riconoscimento del nuovo sé affettivo, sociale ed est/etico.

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Pubblicato

2026-06-19