Oltre il margine della cella: teatro-laboratorio e pratiche osservative per la risignificazione del sé
DOI:
https://doi.org/10.7346/SE-012026-01Parole chiave:
Pedagogia penitenziaria, Giustizia Minorile, Rieducazione, Laboratorio teatrale, OsservazioneAbstract
Il contributo analizza il percorso rieducativo negli Istituti Penali per Minorenni (IPM) alla luce dell’Articolo 27 della Costituzione, valorizzando la finalità rieducativa della pena quale fulcro del recupero sociale. Nel contesto minorile, tale principio assume una connotazione pedagogica peculiare: la devianza viene riletta come un’istanza di affermazione del sé a fronte di carenze relazionali e affettive, tipiche di personalità ancora in fase di sviluppo. Qui l’educatore emerge come mediatore tra la dimensione direttiva dell'istituzione e l'autorealizzazione del soggetto. Sul piano metodologico, il laboratorio teatrale si configura come strumento privilegiato per operare una metodica “dilatazione del campo di esperienza”. Alla ricostruzione teorica segue la proposta di un modello di osservazione pedagogica che, inserendosi nell’«Osservazione scientifica della personalità», si articola in tre fasi per monitorare dinamiche individuali e di gruppo. Tale approccio favorisce processi di capacitazione, trasformando la detenzione in un tempo dell'apprendere per risignificare il sé oltre il margine della cella.
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