Apprendere a scomparire. Pedagogie della negazione di sé nelle madri vittime di violenza di genere

Autori

  • Angelica Disalvo Università di Foggia

DOI:

https://doi.org/10.7347/spgs-01-2026-09

Parole chiave:

Pedagogia di genere, Violenza di genere, Violenza domestica, Consapevolezza di sé

Abstract

Il presente contributo intende problematizzare la difficoltà nel riconoscimento della violenza raccontata dalle donne-madri vittime di violenza partecipanti al XXXX Tale difficoltà viene qui ricondotta al processo di costante misconoscimento, di matrice sessista, del diritto ad “essere per sé” dei soggetti di genere femminile: oggettualizzate, le donne tendono ad essere concepite, e dunque a concepirsi, come “oggetti per l’altro” piuttosto che come “soggetti per sé”. Crescendo, incorporano pertanto una visione di sé subordinata ai bisogni dell’altro-da-sé. In tal modo, la percezione del sé corporeo dei soggetti di genere femminile tende a sfumare, e insieme ad esso sfuma anche la percezione del malessere e del dolore delle dinamiche violente. Vengono identificati, pertanto, i bisogni educativi emergenti dell’acquisizione della consapevolezza di sé e della ridefinizione del significato di amore implicitamente appreso, in un processo di emancipazione dalla subordinazione esistenziale culturalmente imposta alle donne.

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Pubblicato

2026-06-30