Educazione e libertà in Ada Prospero Marchesini Gobetti

Autori

  • Chiara Lepri Professoressa Ordinaria di Storia della Pedagogia e dell’Educazione, Università degli Studi Roma Tre

DOI:

https://doi.org/10.7346/-we-IV-07-26_15

Parole chiave:

Selezionato:Ada Prospero Marchesini Gobetti, Impegno civile e democratico, Educazione famigliare, Letteratura per l’infanzia

Abstract

Nel quadro del complesso dibattito sui problemi educativi nel secondo dopoguerra italiano, la figura di Ada Prospero Marchesini Gobetti assume un rilievo di particolare interesse. Partigiana e vicesindaca di Torino all’indomani della Liberazione, nonché giornalista e traduttrice, Ada matura una vocazione pedagogica già negli anni del regime fascista. Tale vocazione si manifesta da subito attraverso un’intensa attività di impegno civile e culturale, svolta nella veste di politica e di educatrice attenta e consapevole, prioritariamente orientata all’emancipazione umana e in special modo di donne, bambine e bambini. Questo impegno trova emblematica espressione nei contributi pubblicati su Educazione democratica, rivista che dirige insieme a Dina Bertoni Jovine, come pure sul fronte dell’educazione genitoriale, testimoniata dalla fondazione e direzione – mantenuta sino alla sua scomparsa, nel 1968 – del periodico Il Giornale dei Genitori. Di pari rilevanza si configurano, in questa direzione, i due romanzi per l’infanzia Storia del Gallo Sebastiano (1940) – vera e propria fiaba di libertà e di spazio simbolico di resistenza culturale negli anni della
censura fascista – e Cinque bambini e tre mondi (1952). L’articolo intende approfondire il contributo di Ada Gobetti alla riflessione sul rapporto tra educazione, responsabilità civile e
libertà con particolare riferimento alla concezione dell’infanzia e alla rappresentazione del ruolo della donna nella famiglia e nella
società democratica.

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Pubblicato

2026-06-30

Fascicolo

Sezione

Articoli