Educazione di genere e formazione dei docenti: dispositivi educativo-didattici, curricoli impliciti, paradossi educativi

Autori

  • Marinella Muscarà Professoressa Ordinaria di Didattica Generale, Università degli Studi di Enna Kore
  • Giuseppe Burgio Professore Ordinario di Pedagogia Generale e Sociale, Università degli Studi di Enna Kore
  • Viviana La Rosa Professoressa Ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale, Università degli Studi di Enna Kore

DOI:

https://doi.org/10.7346/-we-III-06-25_02

Parole chiave:

Educazione, genere, formazione, docenti, paradossi

Abstract

L’educazione di genere si configura come processo complesso che vede coinvolti non solo bambini e bambine destinatari di specifiche azioni formative, ma anche e soprattutto gli/le insegnanti, in formazione e in servizio, cui spetta il compito tanto di gestire la complessità degli input sociali che, in forma esplicita e implicita, arrivano dall'esterno ai soggetti in formazione (Burgio, 2020), quanto di intervenire in modo consapevole nelle dinamiche relazionali tra i diversi attori. Perché tale obiettivo possa essere pienamente raggiunto, tuttavia, appare necessario progettare percorsi formativi rivolti agli/alle insegnanti capaci di agire nella prospettiva di decostruire stereotipi e rappresentazioni normative, agiti in modo inconsapevole nel quotidiano scolastico e di riconoscere e contrastare il “curricolo implicito” che spesso perpetua modelli gerarchizzati (Muscarà, Romano, Giannone, 2025)

A partire da tale premessa, il contributo intende riflettere sulla centralità della soggettivazione critica – rispetto al genere – degli/delle insegnanti come prerequisito per un intervento educativo trasformativo. Più nello specifico, verranno descritti 1) le evoluzioni del panorama pedagogico italiano in relazione alla pedagogia di genere; 2) l’esperienza dei corsi universitari di Pedagogia di genere in Italia (a partire dall'esperienza maturata all'Università Kore di Enna, nel corso di laurea in Scienze della formazione primaria); 3) il complesso lavoro centrato sull’educazione alle differenze, che connota l’area laboratoriale e gli insegnamenti collocati al quinto anno del corso di laurea; 4) le azioni relative alla formazione in ingresso degli/delle insegnanti (TFA, percorsi di formazione 60/30 cfu). Verranno così trattati come “case study” (attraverso un'autoetnografia educativa) le azioni formative messe in campo presso l’ateneo ennese, che vanno nella direzione di fornire ai futuri e alle future insegnanti dispositivi educativo-didattici capaci di rendere visibili e trasformabili le asimmetrie di genere, valorizzando al contempo il pluralismo identitario, con il convincimento che la scuola possa e debba realmente fungere da motore di cambiamento della società.

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Pubblicato

2025-12-30

Fascicolo

Sezione

Articoli