Mappatura delle rivoluzioni gentili nella Pedagogia delle differenze: un’indagine sugli educatori in formazione nella provincia di Reggio Calabria
DOI:
https://doi.org/10.7346/-we-III-06-25_06Parole chiave:
Rimediazione, pedagogia della differenza, gioco simbolico, educatori, didatticaAbstract
Una rivolta è in corso contro alcuni dogmi della cattiva educazione. Questa sollevazione si sta manifestando oggi principalmente attraverso la rimessa in circolo dei social network e, in generale, di tutti i mezzi di comunicazione. È una rivolta in crescita che si sta facendo spazio in ambiti precedentemente inoculati da una certa mascolinità tossica. Questa rivolta è cantata in Figlia d’ ‘a tempesta, brano di
La Niña, nome d’arte della cantautrice Carola Moccia. Fin dalla scelta evocativa della sua lingua madre, il napoletano, l’artista mira a smantellare ogni biopolitica di controllo maschile per cantare il potere del femminile, che può essere al contempo tempesta e ninna nanna, formula incantatrice e forza sovversiva. Diventa interessante comprendere come questa rivoluzione possa transitare dall’immediatezza
del testo a un’istituzione di educazione e trasformazione all’interno delle aule universitarie. Questo contributo si propone di indagare quali rappresentazioni vivano gli studenti del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e quali atteggiamenti, dal punto di vista informale-immediato, riproducano o vedano riprodotti
nelle loro esperienze di tirocinio. Cerca inoltre di comprendere quali agiti mettano in atto, in quanto educatori in formazione, derivanti da sensibilità personali o dall’introiezione degli insegnamenti accademici. Lo strumento di ricerca è un questionario semi-strutturato
che, analizzato per occorrenze di lemmi e con metodo fenomenologico, fornirà una mappatura degli atti educativi nel territorio, ancora segnato da forti colonialismi maschili, e una misura dell’innovazione pedagogica di genere. Un altro obiettivo della ricerca è lo studio della didattica dei processi educativi e formativi nel territorio attraverso le narrazioni degli educatori in formazione. Ciò mira a comprendere come le trasformazioni della genitorialità, fino allo sharenting, e i condizionamenti culturali rappresentino, e in quale misura, dinamiche speculative per le emergenze pedagogiche contemporanee.
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