Il principio dell’intersoggettività nella Flipped Inclusion: educare alla responsabilità sociale

Autor/innen

  • Tonia De Giuseppe Professoressa Associata, Università Giustino Fortunato
  • Manuel Aversano Università Giustino Fortunato

DOI:

https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-09

Abstract

Il presente contributo si configura come un saggio teoricoriflessivo di natura speculativa e interpretativa, fondato sull’analisi critica della letteratura pedagogica, filosofica e delle scienze dell’educazione. Si intende indagare il nesso tra vulnerabilità delle masse e fragilità dell’Io nell’attuale fase di trasformazione socioculturale, assumendo come principio regolativo e generativo quello dell’intersoggettività, declinato nel modello della Flipped Inclusion. In un’epoca segnata da accelerazione sociale, mediatizzazione pervasiva e crisi dei legami comunitari (Bauman, 2000; Rosa, 2015; Castells, 1996), gli eventi collettivi critici e i comportamenti apparentemente disfunzionali delle giovani generazioni sollecitano una lettura non colpevolizzante, ma sistemica, biopsicosociale (Bronfenbrenner, 1979; Morin, 1999). In tale scenario, la Flipped Inclusion viene interpretata non solo come metodologia didattica, ma come paradigma trasformativo e semplesso (Sibilio, 2014, 2023; De Giuseppe, 2018; De Giuseppe & Corona, 2021), capace di promuovere agency (Aiello, 2022), leadership etica e responsabilità sociale condivisa. L’intersoggettività, radicata nella filosofia dialogica (Buber, 1958; Bakhtin, 1981) e nell’epistemologia dell’embodiment (Varela et al., 1991; MerleauPonty, 2001), viene assunta quale fondamento ontologico e pedagogico per la progettazione di ambienti comunitari di apprendimento inclusivo, ecosistemico e orientato alla costruzione collettiva di senso. Il contributo propone, infine, una riconfigurazione della funzione educativa quale pratica di corresponsabilità sociale, capace di trasformare la vulnerabilità collettiva in spazio generativo di apprendimento comunitario.

Veröffentlicht

2026-06-30