Formazione degli educatori sportivi e inclusione: percezioni, criticità e bisogni formativi nei contesti associativi
DOI:
https://doi.org/10.7346/aspei-012026-12Palabras clave:
Educazione sportiva; Inclusione; Disabilità; Formazione; Educatore sportivoResumen
Secondo alcune ricerche, nella fascia di età della scuola primaria i bambini con disabilità praticano attività sportiva nei medesimi contesti di partecipazione dei loro pari senza disabilità. In tale prospettiva, lo sport extrascolastico si configura sempre più come un contesto privilegiato per ampliare e consolidare le opportunità di educazione inclusiva al di fuori dell’ambiente scolastico. Tuttavia, secondo la percezione dei genitori dei bambini con disabilità, i loro figli non sembrano pienamente coinvolti nelle attività che praticano, le quali risultano ancora troppo difficili in termini di capacità fisiche, cognitive e sociali richieste per una piena partecipazione. Ne deriva uno scarto tra accesso formale e partecipazione sostanziale, che solleva interrogativi rilevanti circa la qualità inclusiva delle esperienze sportive, chiamando direttamente in causa il ruolo degli educatori sportivi. Per raccogliere la sfida dell’educazione e dell’inclusione per tutti è necessaria l’alleanza educativa tra i diversi stakeholders del sistema sportivo ma è chiaro che all’interno di questo quadro, gli educatori sportivi svolgono un ruolo del tutto precipuo: sono loro, infatti, a trovarsi in prima linea nel garantire il successo dei processi educativi e inclusivi, immersi in una realtà che analogamente a quella scolastica, appare oggi sempre più caratterizzata dalla diversità. In tal senso, emergono in primo piano alcuni interrogativi: che tipo di formazione hanno ricevuto gli educatori sportivi che operano in età evolutiva? Si sentono abbastanza preparati per raccogliere la sfida dell’inclusione di tutti i bambini? Quali sono i bisogni formativi emergenti? Con lo scopo di rispondere a tali interrogativi, in questo lavoro saranno presentati e discussi i risultati di una ricerca ancora in itinere che al momento ha coinvolto un campione di convenienza di 157 educatori sportivi, a cui è stato somministrato un questionario ad hoc. I risultati preliminari mettono in luce che la maggior parte degli educatori sportivi coinvolti è in possesso di una laurea in Scienze Motorie e ha affrontato, nel proprio percorso formativo, tematiche inerenti la disabilità e l’inclusione. Rimane tuttavia una percezione diffusa di inadeguatezza rispetto alla capacità di progettare e gestire attività realmente inclusive ed emergono bisogni formativi ancora insoddisfatti, inerenti lo sviluppo di competenze pedagogiche, tecniche e relazionali orientate alla promozione di contesti sportivi autenticamente inclusivi.
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