Dallo Spazio Gioco al baby pit stop per promuovere nuovi modelli di educazione di genere all’Università
DOI:
https://doi.org/10.7346/-we-III-06-25_14Palabras clave:
Pedagogia della differenza; Università; cittadinanza; servizio integrato; maternitàResumen
Il dibattito attualmente in corso sul rapporto tra genere ed educazione attribuisce sempre più insistentemente alle istituzioni formative compiti rilevanti nell’ambito della innovazione dei percorsi educativi legati al genere.
In questo contesto l’Università assume certamente un ruolo prioritario, nell’ambito di una più ampia rete di comunità in apprendimento, nella diffusione di una cultura attenta alle differenze. Il contributo intende, dunque, approfondire l’attenzione che da sempre l’Ateneo di Foggia riserva alla pedagogia di genere e, più in generale, al tema delle differenze, sia attraverso l’attivazione di insegnamenti e attività laboratoriali specificatamente dedicati alla decostruzione di stereotipi di genere e pregiudizi sessisti, sia attraverso l’istituzione di servizi in grado di assicurare la parità di genere e di contribuire alla promozione e alla diffusione di una cultura del materno a tutti i livelli. Ultimo, in ordine di istituzione, il baby pit stop, inaugurato nello scorso novembre in collaborazione con l’Unicef quale servizio integrato e aperto alla cittadinanza, che si configura come un punto allattamento aperto non solo alle studentesse e alle dipendenti dell’Università di Foggia, ma all’intera cittadinanza. Sin dal suo avvio il baby pit stop si è proposto anche come osservatorio di studi inclusivi e democratici sulla maternità e, in generale, sulla genitorialità, nonché come sede di ricerca e attività laboratoriali aperte alle famiglie e finalizzate ad approfondire temi legati all’allattamento e, in senso lato, ai bisogni e ai compiti di cura, tema centrale e trasversale in tutti i percorsi di valorizzazione e di promozione di una pedagogia delle differenze.
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