“Mancava proprio l’esistente”: Comuni fragili da sfondo a figura nella progettazione personalizzata in attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Autori

  • Natascia Curto Department of Philosophy and Education Sciences- University of Turin
  • Cristina Frioni Department of Philosphy and Education Sciences University of Turin
  • Cecilia Maria Marchisio Department of Philosphy and Education Sciences University of Turin

DOI:

https://doi.org/10.7346/sipes-02-2025-05

Abstract

Negli ultimi anni, nuovi indirizzi normativi e culturali stanno accompagnando modifiche radicali nel sistema di welfare italiano. Tra questi il caso, su cui si concentra l’articolo, del recepimento della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità culminato, nel 2021, con l’approvazione della più ampia Riforma in materia mai varata. Tra i programmi di ricerca volti a mettere a punto infrastrutture teoriche e modellizzazioni operative coerenti con il nuovo quadro, tuttavia, pochi hanno interrogato la relazione tra processi di attuazione e fragilità territoriale focalizzandosi sulla possibilità di costruire il Progetto di Vita come un dispositivo dalla portata emancipatoria omogenea su tutto il territorio nazionale. L’articolo presenta le coordinate rilevate a partire dal lavoro svolto, tra il 2019 e il 2024, in piccoli Comuni ad alto Indice di Fragilità Comunale, mostrando gli assetti teorico-operativi attraverso cui un ribaltamento dei rapporti tra figure e sfondi può costituire la chiave pedagogica affinché la progettazione personalizzata in attuazione della Convenzione ONU agisca da innesco per un processo di emancipazione collettiva. 

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Pubblicato

2025-12-30