Corpi (in)visibili: stereotipi di genere e violenza onlife

Autores

  • Sabina Leoncini Università degli studi di Siena

DOI:

https://doi.org/10.7347/spgs-01-2026-08

Palavras-chave:

Corpi femminili; Stereotipi di genere; Cyberbullismo; Maschilità tossica; Educazione olistica

Resumo

Il contributo si inserisce nel quadro teorico della pedagogia femminista e degli studi di genere per indagare il rapporto tra stereotipi, corpi femminili e violenza nell'era digitale. L'analisi muove dal presupposto che l'interiorizzazione precoce degli stereotipi di genere, veicolata da giocattoli genderizzati e rappresentazioni mediali, contribuisca a costruire i corpi delle donne come oggetti da controllare e violare, alimentando al contempo modelli di maschilità tossica. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio qualitativo, analizzando i dati della ricerca Save the Children 2024 sulla violenza di genere in adolescenza e incrociandoli con la letteratura internazionale su cyberbullismo, sextortion e teen dating violence. Gli esiti dell'indagine evidenziano la preoccupante normalizzazione, tra i giovani, di comportamenti di controllo come la geolocalizzazione del partner e la condivisione forzata delle password, nonché l'influenza di subculture online come quella degli "incel" nel rafforzare la svalutazione del femminile. Emerge inoltre il ruolo ambivalente della scuola che, pur essendo luogo privilegiato di educazione, rischia di riprodurre inconsapevolmente gerarchie di genere. In prospettiva, la pedagogia è chiamata a superare la storica scissione tra mente, corpo ed emozioni, promuovendo un'educazione olistica capace di ri-significare i corpi femminili e di formare soggetti liberi dagli stereotipi, in grado di costruire relazioni autentiche e rispettose.

Publicado

2026-06-30