Padri o sorelle? Genealogie letterarie da Petrarca a Veronica Gambara

Autori

  • JOHNNY L. BERTOLIO Department of Foreign Languages and Modern Cultures, University of Turin

DOI:

https://doi.org/10.7347/PLXXV-XXVI-49/50-25/26-129

Abstract

Nella Senile V.2 Petrarca, in dialogo con Boccaccio, definisce in verticale la classifica delle “tre corone” fiorentine che si sarebbe precocemente imposta nel canone della letteratura in volgare. Nonostante la problematicità del primo posto, riservato a Dante, Petrarca delinea un nuovo paradigma storiografico, rispetto a quello, tutto greco-latino, del IV canto dell’Inferno. Nell’Umanesimo, i triumviri continuano ad attirare elogi e critiche, ma la loro autorità di “padri” non viene veramente messa in discussione. Quando però nel Cinquecento, grazie al petrarchismo, la letteratura italiana si apre in maniera decisiva all’opera delle scrittrici, il panorama si allarga e la genealogia esclusivamente maschile non basta più. Ecco che allora, le due più importanti poetesse del secolo, Vittoria Colonna e Veronica Gambara, propongono nei loro sonetti di scambio un’apertura che non è solo tematica ma anche relazionale. All’autorità paterna e al passaggio di testimone di padre in figlio subentra la sorellanza, in cui il genere sessuale non è più un fattore di esclusione ma di sostegno reciproco. Grazie all’appoggio di alcuni letterati, tra cui Pietro Bembo, le genealogie letterarie e anche editoriali con Colonna e Gambara acquistano un carattere inedito e paritario, in cui la passione, l’affetto e l'allineamento politico filo-imperiale prendono il posto delle classifiche, delle misurazioni quantitative del genio e delle rivendicazioni municipali ed etno-linguistiche.

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Pubblicato

2026-06-30

Fascicolo

Sezione

Articoli