Dal sé egoico al sé ecologico: crisi del legame e riconoscimento in prospettiva inclusiva
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-16Resumen
Questo articolo esamina, da una prospettiva antropologicopedagogica, il rapporto tra la fragilità dell’Io e la vulnerabilità delle masse, interpretandolo come espressione della crisi contemporanea dei legami sociali, del riconoscimento e dei processi educativi attraverso i quali si forma la soggettività. L’ipotesi di fondo è che questa crisi rimandi a un’antropologia implicita incentrata su un sé egoico, separato, performativo, fortemente dipendente dal riconoscimento esterno. Al fine di evitare interpretazioni riduzionistiche, l’articolo adotta il paradigma della complessità all’interno di un quadro biopsicosociale. Su questa base, esplora, da un lato, la pedagogia dialogica di Martin Buber, che ripensa l’educazione attraverso la relazione, il riconoscimento e il paradigma IoTu, e, dall’altro, la prospettiva ecosofica di Joanna Macy e Arne Næss, che punta al superamento del sé egoico in direzione del sé ecologico. Il sé ecologico viene così interpretato come una forma relazionale di identità, intrinsecamente orientata alla cura, alla corresponsabilità e all’inclusione dell’altro. L’articolo interpreta la fragilità dell’Io e la vulnerabilità delle masse come questioni di particolare rilevanza per la pedagogia speciale e inclusiva, poiché riguardano i processi di riconoscimento, appartenenza e partecipazione di soggetti esposti a forme di emarginazione, esclusione o riduzione funzionale.
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