Con “corpo” di donna? Educare per contrastare le violenze e costruire un nuovo umanesimo digitale
DOI:
https://doi.org/10.7347/spgs-01-2026-14Palavras-chave:
Violenza di genere; Onlife, Corporeità; Fenomenologia; Embodied ethicsResumo
Sebbene gli ambienti digitali che tutti abitiamo possano apparire neutri e immateriali, sono attraversati da rappresentazioni e vissuti che coinvolgono i corpi e, quindi, le differenze di genere. Ciò spesso avviene nel segno di linguaggi e comportamenti violenti che ledono soprattutto la dignità delle donne proprio in quanto donne. A partire da recenti ricerche sulle cyberviolenze di genere e sull’adolescenza contemporanea, il presente contributo intende indagare alcune delle modalità attraverso cui il corpo femminile viene significato nella società post-mediale, mettendo in discussione prospettive disincarnate che rilegano il corpo a una dimensione marginale, strumentale e, perciò, oggettivizzabile. Assecondando una prospettiva fenomenologica, l’articolo propone una riflessione critica volta a sostenere una concezione incarnata e situata delle relazioni e dei comportamenti umani e quindi delle tecnologie digitali. In questa direzione, il contributo individua possibili traiettorie di senso per l’educazione del nostro tempo nella prospettiva di nuovo umanesimo digitale e della riscoperta della corporeità.
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