Corpi visibili, soggettività invisibili? Il ruolo della formazione nell'era del digitale
DOI:
https://doi.org/10.7347/spgs-01-2026-15Parole chiave:
Corpo femminile; Digitale; Soggettività; Differenze; OmologazioneAbstract
Nell’ecosistema digitale i corpi femminili sono iper-visibili, standardizzati secondo canoni estetici ricorrenti e inscritti in dispositivi di potere che ne orientano rappresentazione e desiderabilità sin dall’adolescenza (Butler, 1990; Foucault, 1975). In una fase storica in cui famiglia e scuola attraversano una trasformazione della loro autorevolezza simbolica e della loro incisività educativa (Biesta, 2013; Cambi, 2001; Recalcati, 2014), appare urgente promuovere un’educazione al pensiero critico e divergente, capace di contrastare omologazione e conformismo. In tale prospettiva, la Pedagogia delle differenze (Lopez, 2018) e la Media Education condividono finalità convergenti: formare soggetti capaci di abitare consapevolmente lo spazio fisico e digitale, esercitando forme di cittadinanza critica (Buckingham, 2003) e sviluppando capacitazioni orientate alla valorizzazione dell’alterità e alla cura del sé e dell’altro (Mortari, 2006; Nussbaum, 2011; Ulivieri, 2018).
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