Corpi di donne migranti tra colonialità, razzializzazione e resistenza. Prospettive pedagogiche queer, black e decoloniali
DOI:
https://doi.org/10.7347/spgs-01-2026-03Parole chiave:
Corpi di donne migranti, Femminismi black e decoloniali, Pedagogie queer, Corpo/Corporeità, Giustizia epistemicaAbstract
Questo articolo esplora le rappresentazioni e le esperienze dei corpi femminili in migrazione alla luce dei femminismi black e decoloniali e delle pedagogie queer. Muovendo da un quadro teorico che intreccia colonialità del potere, razzializzazione dei corpi e pratiche di resistenza situata, l’articolo analizza come i dispositivi educativi possano contribuire sia alla riproduzione di processi di razzializzazione e marginalizzazione, sia alla costruzione di spazi di soggettivazione, cura e giustizia epistemica. Attraverso un approccio teorico-critico, il contributo costruisce un quadro interpretativo che mette in tensione prospettive femministe e pedagogiche, per rileggere i processi educativi nei contesti migratori. L’analisi evidenzia il potenziale trasformativo di orientamenti pedagogici intersezionali, corporei e relazionali, capaci di ri-significare i corpi delle donne migranti come luoghi di produzione e rigenerazione di sapere, di agency e di possibilità politiche.
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