«Ne l'arte di Minerva perita quanto Aragne»: Isotta Nogarola e la Iusta victoria di Felice Feliciano Antiquario
DOI:
https://doi.org/10.7347/PLXXV-XXVI-49/50-25/26-79Abstract
Il presente contributo propone l’identificazione dell’umanista veronese Isotta Nogarola (1418–1466) come modello della protagonista de La Gallica Historia intitulata Iusta Victoria, unica novella in volgare di Felice Feliciano Antiquario (ca. 1433-1479). Muovendo dall’analisi delle antologie poetiche volgari allestite da Feliciano, lo studio individua una serie di convergenze tra la figura di Victoria – la colta ed eloquente protagonista della novella – e la figura storica della Nogarola. Tra queste spiccano l’eccezionale formazione umanistica della giovane, la sua padronanza dell’arte oratoria (ritenuta del tutto inappropriata per le donne secondo il De studiis et litteris di Leonardo Bruni), la reclusione in una camera ricca di libri e oggetti devozionali, e il significativo silenzio narrativo sul tema del matrimonio. A sostegno dell’ipotesi concorrono inoltre i rapporti documentati tra Feliciano e la famiglia Nogarola attraverso la rete dei Lavagnola, il legame con Giovan Mario Filelfo (autore del Liber Isottaeus), e la stretta analogia tra le accuse di immoralità rivolte storicamente a Nogarola e quelle che il malvagio Galvano muove a Victoria nel testo. Il contributo situa infine la Historia nel più ampio contesto letterario, mettendone in luce i debiti nei confronti del Decameron boccacciano, del Roman de la Rose e della tradizione della novella umanistica inaugurata dalla traduzione latina della Griselda petrarchesca, nonché il rovesciamento parodico della materia arturiana in funzione di un preciso programma culturale umanistico.