Oltre la frammentazione e la vulnerabilità: la governance educazionale come riequilibratore sistemico dei contesti. Il ruolo del dirigente scolastico
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-14Abstract
Di fronte alla disgregazione sociale e all’apparente “inconsapevolezza” delle nuove generazioni — esemplificata dalla tragedia di Crans-Montana richiamata nella Call e da recentissimi fatti di aggressione e violenza da parte di giovanissimi ragazzi — il presente contributo riflette su un cambio di prospettiva: dalla “cultura della colpa”, attribuita a molteplici fattori esterni (smartphone, sostanze, fragilità individuali e vulnerabilità estese alle masse), alla cultura della responsabilità dei contesti educativi e sociali determinati da sistemi adultocentrici, interrogandone consapevolezze e prassi.
Attraverso un’indagine mixed-methods su un campione nazionale di 584 Dirigenti Scolastici, questo studio presenta una ricerca che ne indaga le opinioni e le prassi nei contesti per l’apprendimento, finalizzate alla salvaguardia del diritto all’educabilità e all’autodeterminazione in chiave universale e volta all’equità, rilevando uno scarto significativo tra mandato giuridico-istituzionale e visione pedagogica, nonché tra dichiarazioni valoriali e pratiche effettivamente agite.
I dati emersi, mettono in luce come la frammentazione dei contesti e l’assenza di unitarietà nelle posture dirigenziali rendano urgente una convergenza culturale e prassica verso una governance educazionale capace di assumere la funzione di connettoma vitale della comunità educante tra i suoi componenti e nei contesti a livello macro, meso e micro. Tale governance — intesa come regia metacognitiva diffusa — dovrebbe tendere alla trasformazione situata e profondamente contestualizzata dell’impianto organizzativo e progettuale ed essere considerata come palestra di coscientizzazione e autodeterminazione: potrebbe quindi trasformare gli organi collegiali e di indirizzo in spazi di ricerca-situata e trasformativa, orientando tensione culturale e azione verso equità, partecipazione e sana progettualità di vita per tutti e per ciascuno.
Simile approccio prelude ad una rigenerazione dei ruoli educativi e li riconfigura all’interno di una governance educazionale intenzionale e sistemica, in grado di compartecipare alle complesse dinamiche culturali e sociali del nostro tempo, quindi di tentare una rilettura delle fragilità e della vulnerabilità attraverso il paradigma polisemico e interdisciplinare della Pedagogia Speciale.
Interpretare ed attraversare la vulnerabilità contemporanea con posture e corresponsabilità educazionali e comunitarie costruttive e generative, riorienta i contesti e li abilita, affinchè ogni studente, fuori da qualsiasi dinamica concessiva, possa sentirsi atteso e ri-conosciuto e avere spazio e opportunità per sviluppare consapevolezza, competenza e autodeterminazione e orientare intenzionalmente la costruzione del proprio progetto di vita, quindi del progetto vitale e umanizzante di ogni comunità educante.
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