Educare nella fragilità. Vulnerabilità, cura e costruzione identitaria nelle società contemporanee

Autori

DOI:

https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-20

Abstract

Il presente contributo indaga le complesse convergenze tra vulnerabilità soggettiva, disgregazione dei legami sociali e pratiche educative. A partire da un'analisi delle trasformazioni che attraversano le società contemporanee si propone un ripensamento delle categorie pedagogiche tradizionali alla luce di un paradigma della cura che integri la dimensione affettiva, relazionale e comunitaria dell'apprendimento. Il contributo propone un ripensamento del paradigma educativo a partire dal riconoscimento della vulnerabilità come condizione costitutiva dell'essere umano. La pedagogia, in questo contesto, dovrebbe superare il modello compensativo del deficit per abbracciare un'etica della cura che ponga al centro la relazione, il riconoscimento reciproco e la dimensione affettiva dell'apprendimento. Attraverso il dialogo tra teorie pedagogiche, acquisizioni neuroscientifiche e pratiche pedagogiche concrete, si propone un modello formativo inclusivo che integra la narrazione autobiografica, le comunità di apprendimento e le pratiche corporee come strumenti di regolazione emotiva e costruzione identitaria. L'insegnante viene ridefinito come regolatore esterno e base sicura, condizione neurobiologica e relazionale imprescindibile per ogni apprendimento autentico. Una educazione inclusiva richiede non solo adattamenti metodologici, ma una riformulazione della relazione educativa stessa, orientata al riconoscimento della vulnerabilità come risorsa generativa e non come deficit da colmare.

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Pubblicato

2026-06-30