Ritrovare la «lingua» di chi ora non ha voce. Riflessioni e criteri per orientare la parola adolescenziale e giovanile nel post pandemia
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-24Abstract
Chiusure e urgenze narrative rappresentano due modalità opposte che la persona adotta, soprattutto i giovani e giovanissimi del nostro tempo, nel tentativo di definirsi da un punto di vista identitario, posizionarsi all’interno di un contesto sociale e darsi una prospettiva futura per mezzo del linguaggio; una delle più importanti funzioni mentali di cui disponiamo.
Recuperando il concetto di lalangue, che Lacan utilizza per spiegare la dipendenza del neonato dal linguaggio della madre, in questo saggio teoricoargomentativo si vuole suggerire come sia oggi possibile semplificare la complessità adolescenziale e giovanile post eventi traumatici. Si rende pertanto necessaria una criteriologia minima pedagogica e didattica che aiuti anche fra i banchi di scuola a ritrovare le parole perdute, permettendo quindi a quella «lingua» ora pericolosamente nascosta e privata di guadagnarsi un discorso pubblico condiviso capace di riscoprire i significati esistenziali in un tempo di acclarati deserti narrativi e di senso.
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