CALL FOR PAPER 2/2026

2026-02-16

Oltre le negazioni, gli specialismi e le retoriche discorsive. Le nuove forme dell’istituzionalizzazione tra politicamente corretto, pedagogia speciale e pratiche normoabiliste

 

Curatrici/ori

Noemi del Bianco (Università di Macerata), Andrea Fiorucci (Università del Salento), Cecilia Marchisio (Università di Torino), Alessandra Maria Straniero (Università della Calabria), Ilaria Tatulli (Università di Cagliari).

 

I processi di istituzionalizzazione hanno conosciuto nel tempo profonde trasformazioni, assumendo forme sempre più diffuse e flessibili. Se da un lato il linguaggio del “politicamente corretto”, dell’inclusione e del riconoscimento delle differenze sembra aver messo in crisi modelli esplicitamente escludenti, dall’altro emergono pratiche discorsive, specialismi tecnici e dispositivi amministrativi apparentemente neutri ma che, nei fatti, producono pratiche discriminatorie e de-umanizzanti, occultando le relazioni di potere che le attraversano dietro una presunta neutralità tecnica e amministrativa.

La Pedagogia e la Didattica Speciale sono così chiamate a interrogarsi criticamente sul proprio ruolo: non solo come campi di elaborazione teorica e di ricerca orientati alla costruzione di pratiche educative inclusive e alla tutela dei diritti delle persone con disabilità, ma anche come luoghi nei quali esercitare una vigilanza critica sugli effetti di senso e di potere delle pratiche, al fine di prevenire che dispositivi e linguaggi si traducano in nuove forme di istituzionalizzazione.

Nonostante il superamento delle logiche segreganti e delle istituzioni educative speciali tradizionali abbia rappresentato una conquista fondamentale, accanto ai processi di inclusione scolastica e sociale, si sono sviluppate nuove forme di istituzionalizzazione che operano all’interno dei contesti ordinari, incidendo ad esempio sulle pratiche e sui linguaggi professionali.

Queste nuove configurazioni non si fondano più prevalentemente sulla negazione esplicita o sull’esclusione diretta, ma agiscono mediante processi di categorizzazione, medicalizzazione, burocratizzazione e frammentazione dei saperi. L’uso pervasivo di linguaggi tecnico-diagnostici, la crescente specializzazione delle professionalità educative, l’adozione di dispositivi didattici di personalizzazione e individualizzazione e l'estensione di logiche proprie della standardizzazione (protocolli operativi, valutativi) alle pratiche che dovrebbero sostenere il Progetto di Vita, rischiano di produrre effetti spesso invisibili nella vita e nella libertà delle persone. In questo quadro, le pratiche normo-abiliste si rinnovano, intrecciandosi con retoriche dell’autonomia, del funzionamento, della performance e della “buona inclusione”, ridefinendo i confini di ciò che è considerato educabile, includibile e supportabile nel mondo di tutti.

La presente Call for Papers invita contributi che analizzino criticamente tali dinamiche, esplorando il rapporto tra istituzioni educative, pratiche didattiche, sistemi di welfare, linguaggi pedagogici e dispositivi di governo delle differenze. L’obiettivo è far emergere le tensioni, le ambivalenze e le contraddizioni che attraversano oggi la Pedagogia e la Didattica Speciale, tra istanze emancipative e nuove forme di normalizzazione.

 

La Call accoglie contributi teorico-critici ed empirici che analizzino le nuove forme di istituzionalizzazione “diffusa” nei contesti ordinari così come le forme e le pratiche che rendono l'inclusione un progetto astratto e poco focalizzato, con attenzione a:

  • Cornici teoriche e genealogie con letture critiche di norma/normalizzazione, normoabilismo, governance delle differenze, medicalizzazione e burocratizzazione dell’inclusione.

  • Linguaggi e saperi: effetti dei lessici tecnico-diagnostici, della specializzazione e della frammentazione dei saperi sulla costruzione dell’educabilità e dell’inclusione.

  • Dispositivi e pratiche: protocolli, procedure, valutazioni, personalizzazioni/individualizzazioni didattiche come scelte apparentemente neutre ma potenzialmente normo-abiliste.

  • Professionalità e responsabilità: frammentazione del lavoro inclusivo, delega, confini professionali e ricadute su agency educativa e diritti.

  • Spazi: luoghi segreganti/spazi speciali.

  • Prospettive trasformative: contro-dispositivi, pratiche de-istituzionalizzanti, formazione riflessiva, modelli di convivenza delle differenze, spazi attraversabili.

 

I contributi, in forma di saggio della lunghezza di 30.000 caratteri (spazi compresi), dovranno pervenire alla redazione della rivista entro il 30 settembre 2026 tramite il sito: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sipes 

 

Per la sottomissione, il contributo, pena la sua non accettazione, dovrà rispettare le seguenti indicazioni.

Per ciascun contributo proposto vanno caricati due file.

Il primo file va salvato con il cognome del/della proponente-autore/ice corrispondente seguito dalla dizione “Copertina” (quindi: Cognome_Copertina) e deve contenere:

  • titolo in italiano e in inglese

  • abstract in italiano e inglese

  • parole chiave (min 3, max 5, in italiano e in inglese)

  • nome e cognome dell’autore/ice o, in caso di più autori/ici, di tutti i/le co-autori/ici

  • per ciascun autore/ice: ruolo, affiliazione e mail

 

Il secondo file va salvato con il cognome del/della proponente-autore/ice corrispondente seguito dalla dizione “Articolo Call 2_2026” (quindi: Cognome_ Articolo Call 2_2026) e deve contenere:

  • titolo in italiano e in inglese

  • abstract in italiano e inglese

  • parole chiave (min 3, max 5, in italiano e in inglese)

  • il testo dell’articolo (max 30.00 caratteri bibliografia inclusa) mondato di tutti i riferimenti espliciti a autori e autrici

 

Nel caso di contributi Fuori Call, valgono le medesime regole. Nella fattispecie il secondo file va nominato in questo modo: Cognome_ Articolo Fuori Call 2_2026.

 

N.B. per tutti (Call e fuori Call): nel caso vi siano più autori/ici va fornita l’indicazione del nome, del cognome e la mail del Corresponding Author

 

I contributi saranno valutati con un processo di peer reviewing in modalità double blind.

 

Scadenze:
Sottomissione proposte (https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sipes): 30 settembre 2026

 

Pubblicazione: dicembre 2026