Hikikomori, fragilità relazionale e inclusione scolastica: uno studio esplorativo sulle rappresentazioni dei corsisti in formazione nel modello italiano di scuola inclusiva
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-13Abstract
Il fenomeno hikikomori, inteso come ritiro sociale volontario e prolungato, rappresenta una sfida educativa emergente che interroga la capacità della scuola di riconoscere e affrontare nuove forme di vulnerabilità relazionale, emotiva e sociale. Nel quadro del modello italiano di scuola inclusiva, tale fenomeno può essere interpretato non come categoria diagnostica, ma come possibile condizione meritevole di attenzione educativa, in coerenza con la prospettiva biopsicosociale dell’ICF e con l’orizzonte dei Bisogni Educativi Speciali. Il presente studio esplorativo indaga le rappresentazioni di 452 corsisti iscritti a un percorso universitario di specializzazione per le attività di sostegno didattico. La ricerca ha inteso esplorare il loro livello di consapevolezza rispetto al fenomeno hikikomori, la sua percezione come possibile bisogno educativo e le strategie inclusive considerate più adeguate a sostenere studenti in situazione di ritiro sociale. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario adattato da strumenti precedentemente utilizzati per indagare le conoscenze dei docenti su specifiche difficoltà educative e sono stati analizzati mediante procedure descrittive ed esplorative. I risultati evidenziano una marcata distanza tra la conoscenza diffusa del fenomeno e la mancanza di una formazione specifica sul tema. I partecipanti tendono a interpretare lo hikikomori soprattutto attraverso fattori relazionali e contestuali, quali bullismo, cyberbullismo, assenza di supporto psicologico e sfiducia nelle relazioni scolastiche. Inoltre, manifestano un elevato accordo verso strategie inclusive fondate sulla personalizzazione, sui laboratori espressivi, sul piccolo gruppo, sugli approcci multimodali e sulla valorizzazione degli interessi degli studenti. Al contrario, emerge un minore consenso verso la didattica a distanza e domiciliare, suggerendo la necessità di evitare interventi che possano involontariamente consolidare l’isolamento. Lo studio non intende generalizzare i risultati alla più ampia popolazione docente, ma offrire un contributo esplorativo al dibattito sulla formazione docente, sulla didattica inclusiva e sulle vulnerabilità emergenti. I risultati sottolineano la necessità di rafforzare la formazione iniziale e in servizio sul ritiro sociale prolungato, entro una cornice pedagogica fondata sulla corresponsabilità educativa, sulla collaborazione del consiglio di classe e sul modello italiano di inclusione scolastica.
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