Fragilità dell’io e vulnerabilità delle masse nell’epoca post-mediale. Ecologie della connessione, crisi del paradigma alfabetico e compiti della pedagogia inclusiva
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-01-2026-06Abstract
Il contributo, di natura teoricoargomentativa, propone una lettura pedagogica del nesso tra fragilità dell’io e vulnerabilità delle masse nell’epoca postmediale. L’ipotesi di fondo è che i fenomeni di disorientamento collettivo, di contagio emotivo e di abbassamento della soglia riflessiva non possano essere spiegati né come semplice somma di fragilità individuali né come puro effetto di situazione.
Essi rinviano piuttosto a una trasformazione più ampia delle ecologie comunicative, delle forme dell’attenzione e dei dispositivi culturali che hanno sostenuto, per secoli, l’interiorità alfabetica. In dialogo con de Kerckhove, Eco, Hayles, Landow, Latour e Rivoltella, il saggio sostiene che le nuove generazioni non rifiutino la complessità, ma la attraversino secondo logiche simultanee, reticolari e transmediali, entrando in tensione con i modelli educativi costruiti sulla linearità della pagina.
Ne deriva un compito pedagogico decisivo: progettare ambienti formativi capaci di tradurre la connessione in comprensione, la velocità in discernimento, la partecipazione in responsabilità condivisa.
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