L’errore ereditario. Adottare lo sguardo della Convenzione ONU: presupposti filosofici e strumenti pedagogici
DOI:
https://doi.org/10.7346/sipes-02-2025-12Abstract
Questo lavoro si concepisce come supporto pedagogico per comprendere a pieno l’innovativa e radicale alternativa proposta dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità rispetto ai modelli tradizionali (cfr. Curto, Marchisio 2020, Griffo 2015). In particolare, si intende dimostrare come alla base delle incomprensioni e delle mancate applicazioni della Convenzione vi sia un “errore ereditario”, proprio della tradizione occidentale, del senso comune e delle scienze, che già Friedrich Nietzsche aveva individuato in particolare in un aforisma di Umano troppo umano (Nietzsche 1879). L’errore che si continua a compiere consiste nel considerare la realtà fenomenica come “aeterna veritas” oggettiva su cui basare e fondare le pratiche piuttosto che considerarla come un prodotto contingente di partiche situate (Sini 2014). La differenza tra i due approcci risulta decisiva sia in ambito teorico sia per quanto riguarda lo sviluppo delle pratiche.
Il contributo analizza le due alternative metodologiche e propone un espediente narrativo –la metafora della casa e degli operai - concepito come strumento pedagogico atto a chiarire la differenza tra un approccio ontologico e positivista e un approccio costruttivista o genealogico. L’obbiettivo è quello di fornire al lettore nuovi e ulteriori strumenti per comprendere un punto della Convenzione ONU tanto fondamentale quanto ostico a causa della sua non convenzionalità.
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