Scuola

Sergio Angori

Abstract


Le parole del lessico pedagogico, come è stato più volte fatto notare, sono tra
le più ambigue e mutevoli. A questa “regola” non sfugge il termine scuola e
non è un problema solo di oggi: già nell’antichità classica, infatti, il greco
skolé, analogamente ai successivi termini latini schola e ludus, stava ad indicare
sia “ozio”, “svago” “riposo”, quanto “scuola”, “esercizio”, “impegno”. Se, con
il tempo, la parola con la quale viene indicata l’istituzione della quale ci stiamo
occupando ha assunto un significato più preciso resta comunque il fatto che
l’attività cui si associa è indicata ora come “istruzione”, ora come “educazione”,
ora come “formazione”, quasi si trattasse della medesima cosa o che,
comunque, le eventuali distinzioni fossero irrilevanti. E questo non giova,
com’è ovvio, a definirne in modo privo di equivoci la natura, l’identità e i
compiti.


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